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Sig. E M

Mi chiamo E, ho 48 anni, e abito a Biassono.
Nel 1994, all'età di 27 anni, ho avuto un incidente in moto (sidecar) in cui a causa dell'alta velocità, in una curva, sono uscito di strada.
Da quel momento è cambiata la mia vita. Sono entrato in coma ed al mio risveglio, mi sono trovato in una situazione "di merda", solo con la mia famiglia. Gli amici motociclisti del mio gruppo ( “Trump piston " tradotto i “pistoni vagabondi"), con i quali ho girato gran parte del mondo, condividendo straordinarie esperienze, sono scomparsi e il fatto di non poter più usare le mie moto è una forte batosta. Ancora oggi nel mio box ci sono le mie tre moto:  una Guzzi Chopper 650, un'altra Guzzi 850 sidecar ed una Yamaha FZR 1000, che ogni tanto accendo (per poco, perché la benzina è cara!) per sentirne il rombo.

Di fronte a questa desolazione del corpo e dell'assenza di rapporti con gli amici, per fortuna, mia madre in particolare, ma anche mio fratello e le mie sorelle non mi hanno mai abbandonato.
L'assistente sociale e mia sorella Chiara mi hanno poi indirizzato verso questo Centro.
In particolare mia madre sta dedicando la sua vita a me, nuovamente, senza di lei non sarei nemmeno qui oggi.

Grazie mamma!
Oggi, grazie al gruppo dei facilitatori sociali sto rientrando nella vita: prima trascorrevo le giornate sul divano a guardare la TV, ora ho  frequentato il corso di informatica e di meccanica e quest'ultimo è stato un modo per riavvicinarmi alla mia grande passione delle moto.
Sto prestando servizio presso il circolo ricreativo del Centro e, ogni tanto, presso il Tambourine.
Ora la mia famiglia, il Centro e il gruppo dei facilitatori (dove ho molti amici), mi stanno aiutando a riprendere in mano la mia vita e,  grazie a questo percorso, ho recuperato con Facebook molte vecchie amicizie, con le quali trascorro anche serate insieme.
Il mio divenire lo immagino mettendomi a disposizione degli altri, come stanno facendo i miei compagni di viaggio, all’interno del gruppo, perché questo mi restituisce la voglia di ricominciare tutto da capo.

Sig. F C

Mi chiamo F., ho 26 anni e vivo da poco a Lissone, prima ho abitato a Baranzate, cittadina a cui sono molto affezionato. Qui ho frequentato le scuole, anche se a me i libri mi mandano in paranoia. Sono preparato per le scuole professionali.

All’età di 16 anni ho avuto un brutto incidente stradale mentre mi trovavo al McDonald’s,  poi ho incontrato sulla strada un mio amico che mi ha dato un passaggio in auto, con la promessa di arrivare prima al Bowling.

L’alta velocità e la sua superficialità, hanno fatto sì che si scontrasse con un’altra auto, facendomi sbalzare fuori dalla vettura, finendo in coma all’Ospedale. In quel periodo ero un adolescente e come tale incapace di ascoltare me stesso e gli altri, avevo uno stile di vita “esagerato” (tipo “vida loca”), volevo tutto e subito. Pensavo a divertirmi, i miei rapporti con le ragazze erano superficiali e in generale ero preso dalla mia voglia di “correre”.

Il risveglio in Ospedale in quella situazione che non capivo, ma di cui mi rendevo conto della gravità, non è stato facile e in più, gli amici, presenti sia per salvarsi la coscienza e sia per fare bella figura in paese, sono poi spariti definitivamente.

Nel tempo, il mio impegno massimo per riabilitarmi ha migliorato il mio fisico e anche me stesso, ma ho visto trascorrere i miei anni più belli SENZA POTERMELI VIVERE!!!

Per fortuna il grande amore, che è per me la famiglia, non è stato catapultato fuori dalla mia vita come il mio corpo nell’incidente, anzi mia madre non mi ha abbandonato un solo attimo sia in ospedale che a casa, permettendo a mio padre di provvedere col lavoro al sostegno della famiglia, ma non per questo non mi è stato vicino, anzi il più possibile.

Da quando frequento il Centro Diurno Il Ritorno e partecipo al progetto dei Facilitatori sociali, ho cominciato ad impegnare la mia vita, migliorando la mia personalità perché VOGLIO SOTTOLINEARE che mi sono trovato da adolescente a “uomo maturo” in pochi attimi, attraversando moltissime difficoltà: motorie, linguistiche e quelle più dolorose, le sociali.

Del mio incidente ho capito che la vita è andare sicuri per la propria strada. Forse, quella fatidica notte ho voluto provare ad andare più veloce del mio stesso destino, ma io non incolpo niente e nessuno di quello che è accaduto.

Ora mi sto sperimentando come facilitatore al Tambourine di Seregno, al circolo ricreativo del centro e alla Bottega di Lissone. Questo impegno costante e svolto con capacità, rinforza la stima che ho di me che cresce quando gli altri me la riconoscono: sono persino sicuro che i miei genitori siano orgogliosi e soddisfatti di me, quel FIGLIO che magari sognavano in un altro modo, ma che ora certamente amano di più.

Il mio divenire, detto ciò, è già DIVENUTO, nella mia crescita adulta e responsabile. I miei familiari, compresa mia sorella e i miei quattro nipoti e gli amici de Il Ritorno, mi hanno accompagnato in questo percorso ma, appena sarà possibile, vorrei continuare a camminare da solo, PERCHE’ QUESTO E’… IL MIO DIVENIRE!!